martedì, ottobre 17, 2006

Scontro culturale?

Questa CasaClima, che per ora riposa su un formato A3, mi induce ad una riflessione sui modi di lavorare dei grafici e sul modo di lavorare degli architetti (per quel poco che ne conosciamo). Noi, che seguiamo questo evento "CasaClima" dal monitor di una tipografia e dai commenti in pausa-caffè, siamo abituati come grafici esecutivisti alla velocità nel lavoro e alla felice remissione nei confronti del cliente, sovrano assoluto del nostro senso estetico. Cosa voglio dire...voglio dire che qualsiasi essere umano definibile come cliente che paga, si presenti a lato della nostra postazione e richieda uno stampato ORRENDO, noi, con tutta la grazia del caso, gli proponiamo delle alternative, cerchiamo di salvare il salvabile ma, se il cliente insiste, proviamo immediatamente nei suoi confronti un atteggiamento di felice remissione, che si traduce in un immediato e liberatorio: "Ok, Va bene così" e avanti in stampa. Perchè?
Perchè noi lavoriamo a tempo! Arriva la signora Commessa, col suo nome cliente, descrizione lavoro, e tempi di lavorazione e quello è il nostro secondo dio. Tutto quello che ci fa andare oltre il tempo assegnatoci in commessa deve essere comunicato, discusso, vagliato e ci espone a rischi di cazziatone... e noi non abbiamo voglia di romperci le palle. Pochi dei nostri stampati li consideriamo come nostri figli, come nostro biglietto da visita, e ci interessa solo evitare rogne.
E gli architetti?
Cosa ne sappiamo noi di come lavorano gli architetti? Ci par di notare che non siano poi così (e forse nemmeno altri grafici) monoteistici verso il cliente e l'evitare le rogne, ma che provino ad accompagnare la volontà del committente con il loro distillato di studi, senso estetico, aggiornamento continuo, masticazione della contemporaneità in tutte le sue forme. Perchè ogni loro opera è un evidente e duraturo biglietto da visita.
Perchè tutto sto discorso?
Ma questa non è un'impresa culturale?! E allora apriamo l'armadio dei nostri abiti mentali e facciamo luce sulle dinamiche del nostro agire, pensare, scegliere. Anche decidere per una Casa piuttosto di un'altra è agire secondo gli schemi della nostra mente posta in un determinato contesto spaziale e temporale.

ps: non mi drogo da tempo
fane

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